Negli ultimi anni, diversi studi scientifici hanno evidenziato come la dieta chetogenica a basso contenuto calorico (VLCKD) possa offrire benefici significativi anche nei soggetti affetti da sclerosi multipla (SM), grazie al suo marcato effetto antinfiammatorio.
In particolare, alcune ricerche hanno mostrato che questo approccio nutrizionale può migliorare la qualità del sonno, favorire un migliore equilibrio psicologico e contribuire a un generale miglioramento della qualità della vita nei pazienti con SM.
Il principale meccanismo d’azione alla base del beneficio antinfiammatorio sembra essere correlato all’inibizione dell’inflammasoma NLRP3, mediata dai corpi chetonici endogeni prodotti durante la chetosi nutrizionale (Youm Y.H. et al., 2015). Tale inibizione potrebbe contribuire alla riduzione della neuroinfiammazione, un elemento chiave nella patogenesi della sclerosi multipla.
Come sempre, è fondamentale sottolineare che i protocolli dietetici chetogenici devono essere intrapresi esclusivamente sotto controllo medico, affidandosi a professionisti qualificati in grado di personalizzare il percorso nutrizionale in base alle esigenze cliniche del singolo paziente.